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Paolo Brogi - Eroi E Poveri Diavoli Della Grande Guerra (2014)



Trama
Chi sono stati nella vita di tutti i giorni gli “eroi” della Grande Guerra? Come andarono al fronte, che cosa scrivevano, che cosa hanno lasciato dietro di sé i protagonisti più conosciuti della prima guerra mondiale? Gli “eroi” raccontati da Brogi passano dall’interventismo estremo del bersagliere-ciclista Enrico Toti, all’irredentismo di Cesare Battisti, Fabio Filzi, Damiano Chiesa, ai letterati prestati al fronte come Enrico Serra e Scipio Slataper, per arrivare ai giovanissimi come Roberto Sarfatti figlio di Margherita, nota come la prima amante di Mussolini. E ancora ecco Alberto Cadlolo, Giacomo Venezian, il Milite Ignoto. Ma anche gli Arditi e poi gli Arditi del Popolo con Guido Picelli. Ci sono pure le medaglie d’oro al valore militare, da Francesco Baracca agli altri “assi” della nascente aviazione italiana come Pier Ruggero Piccio, Fulco Ruffo di Calabria, Silvio Scaroni, all’umbro Venanzio Gabriotti che si guadagnò quattro medaglie d’argento e bronzo e che quella d’oro l’ha infine aggiunta nel 1944 facendosi fucilare dai nazifascisti come membro della Resistenza. Le figure più conosciute e quelle meno note, compresi gli esempi di eroismo dalla parte austriaca, come Sepp Innerkofler, sono qui rivisitati con gli strumenti critici dell’oggi. La guerra, però, non produsse solo eroi ma anche folli e l’ultima parte di questo lavoro racchiude una ricca rassegna sui soldati usciti di senno nella Grande Guerra e rinchiusi nei manicomi d’Italia, un esercito di matti composto da 40 mila reclute provenienti dagli orrori del fronte, attraverso una ricerca su documenti inediti come le cartelle cliniche rintracciate nell’archivio dell’ospedale psichiatrico di Cogoleto a Genova. Paolo Brogi, giornalista, ha lavorato a «Reporter», «L’Europeo» e al «Corriere della Sera». Ha pubblicato, per Aliberti editore, La lunga notte dei Mille grande successo di critica e di pubblico. Gli “eroi” della Grande Guerra. Francesco Baracca e gli altri “assi” della nascente aviazione italiana – Fulco Ruffo, Pier Ruggero Piccio, Silvio Scaroni –, i letterati Renato Serra e Scipio Slataper, Enrico Toti, Giacomo Venezian, Roberto Sarfatti, gli irredentisti Damiano Chiesa, Cesare Battisti e Fabio Filzi, il romano Alberto Cadlolo, l’umbro Venanzio Gabriotti e, dall’altra parte, l’austriaco di Sesto Sepp Innerkofler. Ma anche gli Arditi e poi gli Arditi del Popolo con Guido Picelli. Una rivisitazione critica, accompagnata dalle storie dei soldati che a migliaia finirono negli ospedali psichiatrici e che furono chiamati “scemi di guerra”.






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